Di fronte allo scenario di devastazione dei territori a cui stiamo assistendo è facile lasciarsi contagiare dalle letture catastrofiche della fine annunciata. Questo ordine di pensiero produce conseguenze altrettanto rilevanti rispetto a quelle ereditate dal saccheggio sconsiderato delle risorse globali. Lo stato di shock - e la paralisi che ne deriva - agevola chi ha interesse a mantenere le condizioni di sfruttamento immutate. Il senso di precarietà che pervade le esistenze alimenta paure irrazionali e istanze securitarie che restringono ogni spiraglio di cambiamento trasformando la conflittualità in rancore e appoggiando le derive sovraniste e reazionarie dei governi.

SPORE nasce dalla volontà di far germinare occasioni per costruire un orizzonte immaginifico che abbracci voci eccentriche, libere, eterogenee.

TALES OF POROSITY è la piattaforma pensata per radunare queste voci, uno spazio interstiziale digitale in cui immaginare il territorio come un corpo poroso, una miscela di storie, culture, esperimenti, finzioni umane e non umane. Lo scopo è elaborare e diffondere risorse condivise, attraverso l’approccio trasversale e militante delle Environmental Humanities, per affrontare le questioni poste dal territorio in un’ottica di superamento del paradigma di pensiero antropocentrico e delle rigide dicotomie che ne sono scaturite.

TALES OF POROSITY si propone di
De-strutturare i confini disciplinari e abolire la separazione dei saperi che costituisce il presupposto della loro inefficacia
De-focalizzare lo sguardo per intercettare scenari ibridi e mutevoli che contraddicano il dominio dell’identico, indebolendo il principio di conservazione su cui si fondano le governance neoliberali
Allenare le sensibilità e i corpi a percepire e ad ascoltare l’intorno e i suoi riverberi, esercitando la prossimità, la relazione, l’incontro
Tracciare i movimenti di contaminazione e collaborazione che lavorano e si qualificano attraverso la differenza
Narrare il presente a partire dal nodo di relazioni che collega umano e non umano per offrire una presa sulla confusione del mondo.

Crediamo che per intercettare la dimensione narrativa che questo rapporto può generare, occorra avanzare seguendo itinerari interrati, fluidi, interstiziali, mescolando scrittura documentaristica e fiction, topografia e autobiografia, urbanistica e genius loci, poetica e scienza, performance e arti audio-visive. Ci mettiamo quindi in cammino alla ricerca di storie, forme di alleanza e pratiche che ridestino in noi la ‘capacità di fare mondo’ nella consapevolezza che il panorama che abbiamo di fronte - le rovine del paradigma di pensiero antropocentrico - non sia l'unico mondo possibile.

Vogliamo farlo insieme a coloro che, ai margini del recinto neoliberista, stanno coraggiosamente ricucendo un rapporto con l’alterità sperimentando pratiche collettive o individuali di resistenza e di alternativa materiale.

Con questa piattaforma abbiamo creato uno strumento esteso di dialogo, aperto a ricevere e condividere riflessioni, contributi, immaginari ed esperienze. Le collaborazioni sono raccolte in maniera collettiva, ibrida e indisciplinata attraverso call e articoli pubblicati sulla piattaforma web, a cui ognuno è invitato a partecipare. Oltre alla collezione di contributi in forma scritta, visuale e audio, il nostro percorso è costellato di incontri, seminari, camminate, feste: azioni e percorsi multipli che mettano in comunicazione il mondo accademico con i territori.





Per informazioni e/o contributi
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